L'ultima indicazione, quella finale, è arrivata qualche giorno fa dal ministero dell'Economia, che ha scritto a tutte le Ragionerie territoriali dello Stato. Una circolare per ricordare che da questo mese, prima di versare lo stipendio a un dipendente pubblico, se quest'ultimo guadagna più di 2.500 euro netti, andrà verificato con l'Agenzia delle Entrate - Riscossione, che lo stesso lavoratore non abbia conti in sospeso con il Fisco superiore a 5 mila euro.
Il Dipartimento del personale del ministero dell'Economia, spiega la circolare, ha creato nel sistema una nuova cartella denominata «Verifiche inadempienze Ader». Qui dentro finiranno i nominativi di tutti i dipendenti pubblici che nel mese di gennaio riceveranno uno stipendio superiore a 2.500 euro netti. L'Agenzia delle Entrate incrocerà i dati e verificherà che non avranno cartelle in sospeso.
E se per caso le avrebbero? Allora partirà il pignoramento di un settimo della busta paga, che andrà avanti fino a quando il debito non sarà estinto. Il governo aveva stimato nella relazione tecnica della manovra per il 2025, che erano circa 180 mila i dipendenti pubblici ad avere un debito nei confronti dell'erario superiore a questa cifra. Non è detto che tutti finiranno immediatamente nelle maglie della nuova norma sui pignramenti automatici.







