Più soldi in busta paga per i dipendenti pubblici e privati che decidono di restare al proprio posto, senza andare in pensione sfruttando Quota 103 o i meccanismi della pensione anticipata ordinaria. Arrivano i chiarimenti Inps sul funzionamento dell'incentivo per trattenere i lavoratori che hanno raggiunto i requisiti per lasciare il mondo del lavoro previsti dai due sistemi. Chi ha quindi 62 anni di età e 41 di contributi (regole di Quota 103), oppure 42 e 10 mesi di anzianità contributiva minima per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, potrà decidere di restare al proprio posto guadagnando qualcosa in più negli ultimi anni che separano dalla pensione. In concreto, l'incentivo permette a chi decide di non sfruttare la flessibilità pensionistica di chiedere al datore di lavoro di avere in busta paga i contributi a proprio carico. Soltanto la quota a carico del dipendente, quindi, mentre resta l'obbligo di versare i contributi a carico del datore di lavoro.

Le somme incassate in più non concorreranno al reddito imponibile, quindi saranno esentasse. L'incentivo vale il 9,19% della retribuzione imponibile per i privati, mentre nel pubblico la percentuale sarà leggermente inferiore e si fermerà all'8,89%. Il guadagno per chi aderisce può arrivare a sfiorare i 6.900 euro: a effettuare il calcolo, l'Ufficio parlamentare di bilancio (Upb). Le stime sono fatte prendendo in considerazione un lavoratore di 62 anni con un reddito di 40mila euro. Il guadagno netto si restringe a mano a mano che ci si avvicina all'età della pensione, fermandosi a 1.445 euro una volta raggiunti i 66 anni. Il calcolo ipotizza che il reddito aumenti nel corso degli anni che separano il lavoratore dalla pensione. In caso di reddito costante, i guadagni sono un po' più bassi. Per chi decide di aderire all'incentivo a 62 anni si parla di 6.433 euro, che calano fino a 1.287. La previsione tiene in considerazione: reddito; contribuzione trasferita in busta paga, tasse in meno e anche l'assegno previdenziale un po' meno sostanzioso per via dei contributi a carico del lavoratore che non saranno versati. Circostanza che vale soltanto per la parte contributiva: per la pensione calcolata con il retributivo, quindi sull'ultimo stipendio, invece, nulla cambia.