MESTRE (VENEZIA) - Ci sono mestrini che non hanno pagato il bollo auto, il Consorzio di bonifica o le multe per infrazioni al Codice stradale, e in questo caso (se si potranno sanare) le cifre in ballo variano dai duemila ai 10mila euro. Poi ci sono molte partite Iva o ditte individuali che in passato non sono riuscite a pagare l'Irpef o i contributi Inps, perché messe in ginocchio da una congiuntura economica negativa, e qui gli importi da versare salgono dai 40 ai 100mila euro. Infine, c'è una parte minoritaria di cittadini stranieri, soprattutto del Bangladesh, che appena approdati in città si sono improvvisati come venditori ambulanti ma senza licenza (tipo i venditori di fiori) accumulando sanzioni da cinquemila euro l'una, per ricevere poi cartelle che toccano anche i 30mila euro.
È questa, secondo "l'osservatorio" dell'associazione dei consumatori mestrina Adico, la platea veneziana che aveva aderito alla precedente "rottamazione quater" per rateizzare il debito senza il peso di aggi, more e interessi, «peccato però che fra questi uno su tre non sia stato in grado di rispettare i termini della definizione agevolata. Per questo aggiungono dall'Adico - abbiamo sempre tifato per una rottamazione "quinques" che, alla fine, è stata inserita in manovra con presupposti molto più favorevoli rispetto alla precedente: 54 rate da restituire in 9 anni, invece dei precedenti 4».







