TREVISO/VENEZIA - Chiedeva permessi e giorni di malattia all’Usl veneziana, per la quale aveva firmato un rapporto di lavoro in esclusiva. In realtà, però, li utilizzava per prestare servizio in una casa di riposo privata di Treviso, più vicina a casa sua e molto remunerativa dal punto di vista economico. In sintesi, un doppio lavoro che un infermiere 50enne, residente in città, dipendente ospedaliero nell’ambito dell’assistenza domiciliare, portava avanti segretamente per godere di un doppio stipendio.

È stato scoperto e segnalato dai carabinieri del nucleo Nas di Treviso dopo un’indagine iniziata nell’autunno dello scorso anno, appena conclusa. Nei prossimi mesi sarà l’autorità giudiziaria a scegliere come procedere. E non è escluso che si possa arrivare a un patteggiamento. Nel frattempo l’infermiere, che di fatto lavorava come dipendente ospedaliero ma svolgeva i turni nella casa di riposo come fosse un lavoratore autonomo, ha presentato le proprie dimissioni. Stando a quanto appurato, l’Rsa privata di Treviso che acquistava i suoi servizi non era a conoscenza della sua condizione di dipendente dell’Usl: in fase di colloquio, lui l’aveva omesso. È solo l’ultima di una lunga serie di operazioni portate avanti dai militari del Nas di Treviso nel mondo della sanità: in totale sono state controllate 878 strutture sanitarie di vario genere, con 35 persone denunciate e 224 sanzioni amministrative contestate. Sono state 170 le ispezioni mirate nelle farmacie della zona, con la denuncia di cinque persone per vari reati: dall’importazione di farmaci in assenza di autorizzazioni (Aic) alle violazioni normative. Complessivamente, tra sanità e sicurezza farmaceutica, sono state verbalizzate sanzioni amministrative per un totale complessivo di 258mila euro. Nel corso di questi controlli, in più, sono stati ritirati dal mercato farmaci e dispositivi medici per un valore di circa 16 mila euro.