CROCETTA - Era andato a lavorare in casa di riposo. Un'attività extra rispetto a quella da operatore sociosanitario in ospedale. Come dipendente dell'Usl della Marca, il 40enne aveva consegnato alla direzione di Villa Belvedere di Crocetta un documento dell'azienda sanitaria che in teoria avrebbe dovuto autorizzarlo a operare anche all'esterno. Quando la casa di riposo ha inviato il rendiconto delle ore all'Usl, però, è emerso che nessuno aveva mai firmato quell'atto. «Abbiamo subito contattato l'operatore - spiega Marco Tappari, presidente della casa di riposo - che sostanzialmente ha ammesso che quel documento non era vero». A prima vista l'atto non sembrava presentare nulla di strano. C'erano data e numero di protocollo. E anche la firma del direttore del settore, in formato digitale. Così come erano riportate le indicazioni di rito: «Sono ammesse solo prestazioni occasionali e non contratti di lavoro subordinato - si leggeva - e l'attività non deve interferire con il servizio a favore dell'Usl». Ieri, però, è emerso l'inghippo. L'azienda sanitaria ha riferito alla Rsa di Crocetta che non risultavano simili autorizzazioni. Ora non si esclude una denuncia nei confronti dell'operatore sociosanitario. «Oggi approfondiremo la situazione con l'Usl e vedremo il da farsi», allarga le braccia il presidente di Villa Belvedere.