Alcuni agenti federali lasceranno Minneapolis domani (oggi 27 gennaio 2026 in Italia ndr).
Lo ha annunciato il sindaco della città Jacob Frey. "Ho parlato con il presidente e ho apprezzato la conversazione. Gli ho detto che Minneapolis ha tratto benefici dalla sua comunità di migranti e ho chiarito che la mia richiesta è quella di mettere fine all'Operazione Metro Surge. Il presidente ha detto di essere d'accordo sul fatto che l'attuale situazione non può continuare. Alcuni agenti federali inizieranno a lasciare l'area domani e io continuerò a insistere" affinché anche gli altri vadano via. "Minneapolis continuerà a cooperare con le autorità statali e federali sulle vere indagini, ma non parteciperemo ad arresti incostituzionali. I criminali violenti devono essere ritenuti responsabili sulla base dei reati commessi, non sulla base della loro provenienza", ha detto Frey. "Continuerò a lavorare con tutti i livelli del governo per mantenere la sicurezza nelle nostre comunità", ha aggiunto Frey mettendo in evidenza che ora incontrerà lo zar del confine Tom Homan per parlare dei prossimi passi".
Gregory Bovino, capo del Patrol border Commander
Assediato non solo dai dem ma anche da molti esponenti repubblicani, dalla stampa conservatrice, da alcuni suoi consiglieri e dai sondaggi, Donald Trump cerca di correggere il tiro e di riprendere il controllo della situazione a Minneapolis. Così prima apre all'ipotesi di ritirare l'Ice dalla città, poi chiede al Congresso di mettere fine alle città santuario dem che proteggono i migranti e infine annuncia l'invio del suo fedelissimo 'zar dei confini' Tom Homan. Si tratta del falco delle deportazioni di massa e quindi la decisione potrebbe confermare il pugno di ferro.















