«Sorprendentemente, il sindaco Jacob Frey ha appena dichiarato che “Minneapolis non applica e non applicherà le leggi federali sull’immigrazione”. Questo dopo aver avuto un’ottima conversazione con lui», ha affermato Trump ieri su Truth, per poi aggiungere: «Qualcuno nel suo entourage potrebbe spiegargli che questa affermazione è una gravissima violazione della legge e che sta giocando col fuoco!». «Il compito della nostra polizia è garantire la sicurezza delle persone, non far rispettare le leggi federali sull’immigrazione», ha replicato il primo cittadino, che, riferendosi all’ex sindaco della Grande Mela Rudy Giuliani, ha aggiunto: «È simile alla politica che aveva il tuo amico Rudy a New York».

Sono una scrittrice di libri bellissimi (tra i miei innumerevoli pregi c’è anche l’assoluta mancanza di falsa modestia; oltretutto uno scrittore deve credere in quello che scrive, altrimenti vuol dire che i suoi libri sono alberi inutilmente abbattuti). Anche come medico sono bravina ed è per questo che mi sono guadagnata una gloriosa radiazione.

Fino a ora i miei generi letterari preferiti sono stati fantasy e romanzo storico. Ho deciso di cimentarmi nel romanzo distopico, fantapolitico. Il titolo è «La rivolta». È ambientato a Distopia, una Repubblica bellissima, il Paese più bello del mondo, che nasce su un territorio non solo magnifico, ma anche incredibilmente vario, essendo una lunga penisola. Il clima è mite. Le opere d’arte sono le più belle. La cucina è la migliore del pianeta. Nella Repubblica di Distopia, non solo i confini non son guardati ma addirittura, con il denaro dei dissanguati contribuenti, si importano migliaia e migliaia di stranieri di una religione diversa e molto aggressiva, che odiano gli abitanti di Distopia, che li aggrediscono, li rapinano, li deridono, li uccidono a colpi di machete, di coltello e di piccone. I crimini sessuali non si contano.