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Ultimo aggiornamento: 19:04

Un’altra sparatoria nella stessa città dove il 7 gennaio un agente dell’Ice, la forza anti-migranti incaricata da Trump di effettuare raid anti-migranti casa per casa, ha ucciso Renee Nicole Good, cittadina americana di 37 anni colpita a morte mentre era alla guida della sua auto. Una tragedia che ha scatenato le proteste, inclusa quella di oggi. All’indomani della marcia fiume di decine di migliaia di persone nella città del Minnesota – dove sono stati anche arrestati membri del clero, mentre manifestavano in ginocchio – sempre un agente dell’Immigration and Customs Enforcement ha sparato a un uomo di 51 anni tra Nicollet Avenue e 27th Street, uccidendolo. Un video amatoriale ha ripreso il momento in cui l’uomo, già immobilizzato, viene colpito. Nelle immagini, che circolano sui social, si vede la vittima circondata da diversi agenti federali, che lo strattonano e lo colpiscono fino a che lo piegano a terra. Le manovre sono violente, rapide, decise. Poi si sente lo sparo: a quel punto gli agenti intorno si allontanano, lasciandolo esanime. Secondo quanto riferito da un funzionario del Dipartimento per la Sicurezza Interna, l’uomo “aveva una pistola con due caricatori” e nessun documento identificativo. Dichiarazioni ancora tutte da verificare, mentre il capo della polizia di Minneapolis Brian O’Hara, ha dichiarato a Cnn che i funzionari federali hanno tentato di impedire alla polizia locale di accedere alla scena per ricostruire la dinamica degli eventi. La rabbia e la tensione sono altissime: poco dopo la sparatoria, una folla inferocita – “200 rivoltosi”, come li ha definiti il portavoce del Dipartimento per la Sicurezza Interna – si è radunata e ha urlato parolacce agli agenti federali, definendoli “codardi” e intimando loro di tornare a casa. Un agente ha risposto beffardamente mentre si allontanava, mentre altri hanno spinto dentro un’auto un manifestante che urlava.