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4 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 17:24

Le uccisioni di Renee Good e Alex Pretti dispiega i suoi primi effetti visibili sul modo in cui l’amministrazione Trump si interfacia con la città di Minneapolis e il Minnesota. Tom Homan, lo ‘zar dei confini’ inviato da Donald Trump nello Stato, ha annunciato che 700 agenti federali per l’immigrazione lasceranno “immediatamente” la città. Il gruppo in partenza, riferisce il Washington Post, include agenti e funzionari dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) e della Customs and Border Protection (CBP). Il ritiro riduce la presenza federale da circa 3.000 agenti a 2.300, una diminuzione significativa ma il loro numero resta comunque molto superiore agli 80 presenti nell’area di Minneapolis prima dell’inizio dell’Operazione Metro Surge il 1° dicembre. “Vogliamo rendere la nostra operazione più efficiente e intelligente – ha detto -. Non ci stiamo arrendendo”.

Nella seconda conferenza stampa dal suo arrivo, la scorsa settimana, nella città precipitata nel caos dall’avvio delle operazioni anti-immigrati, Homan ha affermato che il ritiro è stato reso possibile da una maggiore “collaborazione” con le autorità carcerarie del Minnesota. “Questo ha reso disponibili più agenti per arrestare e rimuovere i criminali stranieri, più agenti che prendono in custodia i criminali stranieri direttamente dalle prigioni, e significa che vi saranno meno agenti sulle strade a condurre operazioni”. Il ritiro avrà “effetto immediato”, senza precisare se interesserà solo Minneapolis o tutto il Minnesota.