I pilastri ancora presenti nel cratere di via Pinto 6 al quartiere Carrassi di Bari, dove si trovava la palazzina crollata il 5 marzo 2025, verranno rimossi per permettere ai tecnici di accedere agli spazi in cui c'era il piano interrato dello stabile. È quanto deciso oggi nel corso di un sopralluogo svolto - nell'ambito dell'incidente probatorio - dal perito nominato dal Tribunale con i consulenti tecnici della Procura di Bari, degli indagati e dei proprietari dell'immobile.
I tecnici si riaggiorneranno il prossimo 9 febbraio e poi, nell'ultima settimana di febbraio, inizieranno le operazioni di rimozione dei pilastri ancora visibili, cioè quelli dei piani superiori dello stabile crollato. Al momento, non si sa se i pilastri delle fondamenta dell'immobile, imploso su se stesso nel tardo pomeriggio del 5 marzo (era stato già sgomberato un anno prima a causa delle criticità strutturali individuate dal Comune di Bari), siano stati distrutti dal crollo o se siano ancora presenti ma danneggiati. L'esame di quei pilastri potrebbe chiarire le cause del cedimento.
Bari, il palazzo sgomberato in via Pinto diventato rifugio per i senzatetto. “Non c’è vigilanza”
di Chiara Spagnolo
Nel fascicolo della Procura di Bari (coordinato dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis con la pm Silvia Curione) sono indagate nove persone per crollo colposo: il rappresentante dell'impresa Dell'Aera Costruzioni, a cui furono affidati dal condominio i lavori di messa in sicurezza dello stabile; i progettisti; i direttori dei lavori; e i collaudatori che iniziarono le operazioni pochi giorni prima del crollo; i rappresentanti delle due imprese che, dopo lo sgombero della palazzina, si erano occupate dei puntellamenti dello stabile; e un perito che nel 2021 confermò in una relazione la stabilità dell'edificio.






