Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 15:38
Alessandro Barbero è stato oscurato da Meta e questa storia è la dimostrazione definitiva che il fact checking sui social media non serve assolutamente a nulla. Il famoso esperto di storia, divulgatore in grado di rendere appassionanti anche temi complessi o lontani nel tempo, aveva di recente pubblicato un video in cui condivideva le ragioni per cui, a suo avviso, gli italiani dovranno votare No al prossimo referendum sulla giustizia.
Il video era stato pubblicato sui canali social del comitato per il No e aveva preso una traiettoria di viralità, raggiungendo numeriche significative. Meta ha dunque deciso di oscurare il video di Barbero perché nella sua riflessione, che durava 4 minuti e 16 secondi, ha riportato un’imprecisione tecnica, confondendo Governo e Parlamento in un passaggio. Meta ha ritenuto sufficiente questa imprecisione per etichettare il video con la dicitura Falso.
Il motivo per cui mi permetto di dire che il fact checking sui social media non serve assolutamente a nulla è perché in un’epoca fortemente polarizzata come quella moderna le persone sui social non cercano la verità delle cose, bensì conferme alle proprie tesi di base. Sono le cosiddette echo chamber, stanze digitali in cui gli utenti vengono coccolati dagli algoritmi dei social media ricevendo contenuti mediamente in linea alla propria visione delle cose. Nessuno apre davvero il feed di Facebook, Instagram o TikTok per accedere alla verità ultima del mondo, diciamocelo.








