Home » Net & Tech » Barbero sul referendum sulla giustizia limitato da Meta, l’UE: “Monitoriamo il rispetto degli obblighi” delle piattaforme

Lo storico Alessandro Barbero [foto: Saverio De Giglio/imagoeconomica]

Bruxelles – Internet e libertà di pensiero, un problema che investe il dibattito politico e finisce per diventare un caso in Italia, dove la campagna per il referendum sulla riforma della giustizia e la proposta di separazione delle carriere – respinta dagli elettori – vede una presa di posizione delle piattaforme social considerata come controversa. Gli esponenti del Movimento 5 Stelle in Parlamento europeo, Gaetano Pedullà, Carolina Morace, Mario Furore, Danilo Della Valle e col sostegno di Dario Tamburrano, sollevano il caso del video in cui lo storico Alessandro Barbero esprime la propria opinione che, denunciano nell’interrogazione, “ha avuto una limitazione di visibilità da Meta che lo segnalava come ‘Informazione falsa: esaminata da fact-checker di parti terze'”.

In sostanza, “il fact-checking non può essere censura” su internet, denunciano i pentastellati, secondo cui l’episodio che riguarda Barbero è emblematico delle “preoccupazioni sul ruolo delle piattaforme nella moderazione dei contenuti di pubblico interesse”. Meta è l’azienda che controlla Facebook e Instagram, e già al centro di numerosi contenziosi con la Commissione europea per il mancato rispetto delle regole UE in materia di servizi digitali, ultimo dei quali politiche considerate inadeguate per la protezione dei minori sulle proprie piattaforme.