Il capo dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, si è giustamente compiaciuto registrando zero vittime per il devastante ciclone Harry, nulla di mai visto nel mar Mediterraneo. Ha funzionato l’allerta meteo che ha scoraggiato i siciliani ad avvicinarsi alle coste. La stessa allerta, purtroppo, non è arrivata fino all’altra sponda del Mediterraneo. Da lì sono partite le carrette del mare ricolme di disperati in cerca di un mondo dove sopravvivere non fosse una scommessa quotidiana.

Una volta salpati dalla Tunisia, il ciclone Harry si è portato via per prime due gemelline della Nuova Guinea, avevano poco più di un anno. Con il mare in tempesta, la loro mamma non è stata in grado di evitare che cadessero in acqua. Il Mediterraneo che, con il cambiamento climatico ha acquisito la stessa forza devastante dell’oceano, le ha inghiottite a poche miglia da Lampedusa. Alla fine, il ciclone Harry ha fatto 51 vittime e, considerato che di otto barche partite sempre dalla Tunisia non si sa più nulla, la stima dei dispersi arriva a 380 esseri umani.

La domanda che si fanno in tanti è sempre la stessa: ma perché si avventurano sapendo di rischiare la vita? Anche la risposta è sempre la stessa, ed è una controdomanda. Avete idee della miseria e della violenza dalle quali provano a fuggire?