Il riciclo dei materiali delle batterie di grandi dimensioni, come quelle impiegate dalle automobili elettriche oppure dai data center, è possibile anche in Italia e la nascita del primo hub industriale integrato di Soliera (MO) ne è la conferma. Reinova, in collaborazione con A&C Ecotech e il gruppo slovacco-coreano BTS & Saker, ha realizzato “l'unica soluzione europea in grado di gestire l'intero ciclo di vita della batteria agli ioni di litio: dallo screening iniziale alla produzione di Black Mass ad altissimo grado di purezza”. Fin qui sembrerebbe essere tutto chiaro ma Giuseppe Corcione, fondatore e Ceo di Reinova, spiega che manca ancora un tassello per promuovere l’Italia a leader e avanguardia nel settore. “Noi abbiamo trovato le forze, sviluppato le competenze, investito capitali, implementato strategie e messo a terra tutto ciò che potevamo, ma siamo in attesa del recepimento di una norma europea che ci consenta di chiudere il cerchio. L’ultima fase del nostro processo di recupero ha bisogno infatti di uno stabilimento polacco della BTS Saker”.
Il processo di recupero
Per comprendere la complessità che si nasconde dietro al recupero degli accumulatori (NMC, Nichel-Manganese-Cobalto e LFP, Litio-Ferro-Fosfato) di grandi dimensioni – anche da 1 o 2 Megawatt - bisogna andare con ordine. Prima di tutto bisogna immaginare che non esiste ancora un circuito virtuoso per la loro raccolta. Non è come i RAEE oppure la plastica o il vetro. In questo ambito bisogna attivare singoli accordi con le aziende che dismettono batterie. “Oggi nella maggior parte dei casi vengono semplicemente stoccate da qualche parte, come si faceva un tempo con i pneumatici usurati”, puntualizza Corcione. Dopodiché individuate fonti di approvvigionamento gli accumulatori seguono un processo di smantellamento e recupero dei materiali che prevede di fatto tre attori. Reinova cura l'architettura di sistema, gli standard di sicurezza, lo screening/classificazione delle batterie e la tracciabilità digitale. A&C Ecotech gestisce il quadro regolatorio, la logistica del trasporto e il trattamento presso l’hub operativo italiano. BTS Saker fornisce le tecnologie avanzate di pre-trattamento (shredding) e l'esperienza operativa negli impianti pilota. La logica è apparentemente lineare: entra una batteria da riciclare e di questa vengono recuperati metalli e materiali nobili poi da conferire a fornitori e produttori. “Dal cobalto al nickel, senza contare oro, argento, palladio, ma dipende anche dalla condizione. E infine il Black Mass che è una combinazione di elementi chimici che possono diventare materiali di base o materiali droganti per nuove batterie”, spiega l’esperto. Sul territorio italiano al momento si può fare tutto, tranne ricavare il Black Mass.






