Batterie esauste, raccolte lo scorso anno in Italia 8.868 tonnellate. Lo certifica il Rapporto Annuale 2025 pubblicato oggi dal Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (Cdcnpa), l’organismo che garantisce il funzionamento dei consorzi della filiera nazionale di raccolta e gestione delle batterie a fine vita.
Batterie portatili
I numeri si riferiscono a quelle portatili: batterie stilo alcaline, a bottone al litio, nonché quelle presenti in smartphone, laptop e altri dispositivi elettronici di consumo. Rispetto al 2024, il flusso di raccolta segna una flessione del 14,6%: 1.515 tonnellate in meno. Eppure la quota gestita dal Centro di Coordinamento passa dalle 5.353 tonnellate del 2024 alle 5.436 del 2025, con la parte di raccolta volontaria invece in calo.
Nuova classificazione
«I nostri numeri assoluti sono in crescita. La modifica legata al tasso di ritorno è fortemente influenzata dalla classificazione introdotta dall’entrata in vigore del regolamento europeo 2023/1542. La differente classificazione di alcune batterie ha comportato un ricalcolo dell’immesso portando all’esclusione di alcune tipologie, come le batterie al nichel cadmio o quelle al piombo, che non saranno più conteggiate tra le portatili ma tra le industriali», spiega Laura Castelli, presidente del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori, ricordando che manca ancora tanta strada per raggiungere il target europeo del 73% di raccolta al 2030 (il tasso 2025 verrà calcolato più avanti, quello 2024 era fermo al 36,5%): «La possibilità di aumentarla parte sempre dal gesto del singolo cittadino».









