Negli ultimi anni la mancanza di buon gusto sembra essersi consolidata come una vera e propria tendenza estetica. Ma il fenomeno, oggi, è anche culturale

di Mattia Insolia

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Il rapporto umano con il brutto (con ciò che di norma è sgradevole) è sempre stato complesso. Di fronte a qualcosa che non è piacevole ai sensi in alcuni di noi la prima reazione è di repulsione. Ostilità o diffidenza, di questo si tratta nella gran parte dei casi, ma spesso può nascere una sorta di tenerezza, un misto di sollievo e compassione. Ciò che bello non è, difatti, può pure farci sentire a nostro agio, può attrarci, interessarci, addirittura piacerci.

Tant’è che negli ultimi anni c’è stata una certa fioritura di roba brutta.