La campagna referendaria per la riforma della Giustizia entra nelle scuole. Almeno così è successo in Calabria, a Catanzaro, dove, in un progetto promosso dall’Osservatorio del ministero dell’Istruzione insieme alla camera penale locale per gli studenti degli ultimi tre anni delle superiori, sono state inserite iniziative promozionali e pubblicitarie per il «Sì» alla separazione delle carriere. Ed è tutto scritto nero su bianco nell’iniziativa. Il programma, ad una prima lettura, sembra più che lodevole: incontri informativi per parlare di «legalità e principi Costituzionali del processo penale», per illustrare cosa succede in un’aula di giustizia, quale il ruolo della difesa, quale dell’accusa, quale del giudice. E la possibilità di assistere a un’udienza penale. «Al termine degli incontri, poi, è prevista un’attività di laboratorio: un tema o un articolo sulle questioni del diritto». E sino a qui pare un tradizionale progetto per le scuole e per crescere ragazzi informati. A far sobbalzare tanti magistrati, e non solo, è l’ultimo paragrafo: «Gli osservatori organizzeranno eventi sociali e di convivialità, forum per esporre le problematiche dei giovani avvocati, nonché campagne pubblicitarie e slogan che mettano in luce, per la comunità tutta, le ragioni del «sì» sul referendum della Giustizia». Insomma: campagna referendaria sui banchi di scuola.
Giustizia, il referendum entra nelle scuole. A Catanzaro, un progetto promosso dal Miur con eventi per il “sì” alla riforma
Le opposizioni: «Scuola neutrale, il ministro chiarisca»








