I due schieramenti assicurano il massimo impegno non solo per la raccolta firme ma per sensibilizzare l’opinione pubblica in una partita che resta tecnica solo sulla carta, perché nonostante l’invito arrivato dal Guardasigilli il clima tra i pro e i contro non pare affatto pacato. Se per Angelo Bonelli di Avs “la destra sta ingannando gli italiani, facendo credere che si tratti di una riforma per rendere più giusta la giustizia”, dal Pd Chiara Gribaudo taglia corto: “Contestiamo il metodo, perché il Parlamento è stato totalmente esautorato, ma anche il contenuto”. Da Forza Italia il presidente dei senatori “azzurri” Maurizio Gasparri annuncia che martedì verranno depositate le firme raccolte per la consultazione: “Vogliamo abolire la spartizione correntizia del Csm e ridare alla magistratura prestigio ed indipendenza”. Mentre da Noi moderati, il coordinatore del partito Saverio Romano sottolinea: “Separare le carriere non significa punire alcuno, come alcuni vogliono far credere, ma ripristinare un principio sacrosanto: che il giudice sia e appaia terzo”. Scettici sulla riforma, seppur favorevoli alla separazione delle carriere, restano Italia viva, con Raffaella Paita, secondo la quale “serviva molto più coraggio” e Più Europa.
Referendum sulla giustizia al via. Nordio: "La separazione delle carriere c'è in tutti i Paesi democratici"
Tra raccolte firme, botta e risposta e qualche stoccata tra favorevoli e contrari, la corsa al referendum sulla riforma della Giustizia è parti...














