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19 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 16:20
“Al prossimo referendum voterò Sì e penso che debbano votare Sì tutti coloro che vogliono una magistratura autonoma e indipendente, estranea ai condizionamenti politici e ideologici”. Parole di Mauro Paladini, da ieri al vertice della Scuola superiore della magistratura, contenute in un video tuttora visibile sulla pagina Facebook del Comitato Sì riforma, presieduto dal costituzionalista ed ex vice presidente della Consulta Nicolò Zanon.
Ma andiamo per ordine. Dalle 12 e 40 di mercoledì 18 marzo Mauro Paladini è il nuovo presidente della Scuola della magistratura. Lui stesso, pochi minuti prima, ha presentato la sua candidatura in alternativa a quella dell’ormai ex presidente, e anche dimissionaria dal Comitato direttivo, Silvana Sciarra, a sua volta ex presidente della Consulta con Zanon come vice. Lo stesso Paladini, già mentre annunciava le sue intenzioni ai colleghi, aveva postato su Facebook il video in cui, per tre minuti, invita i cittadini italiani a votare Sì e affronta una delle questioni più controverse della legge costituzionale, e cioè la disparità di sorteggio per i componenti togati e per quelli laici del Csm. I primi estratti a sorte dall’urna tra tutti gli aventi diritto (oltre la sesta valutazione di professionalità), gli altri votabili da una rosa di nomi formata dagli stessi parlamentari. Che ci sia un palese squilibrio è evidente. Ma sentiamo il Paladini, che mentre si prepara a presiedere la Scuola di tutte le toghe italiane, quelle giovani e quelle già in carriera, quelle conservatrici e quelle progressiste, nonché quelle per così dire “indifferenti”, non avverte un disagio nel porsi già come un uomo di parte.









