"Spiego perché, innanzitutto, dal punto di vista politico, voto 'sì'. Voto 'sì' perché era il mio programma, quando stavo al Governo. Voto 'sì' perché il centrosinistra lo voleva. Lo volevano anche i 5 Stelle. Soprattutto l'ha proposto Vassalli, che tutto era meno che dI centrodestra". Lo ha detto Antonio Di Pietro, nel suo intervento in videocollegamento all'evento "Maratona oratoria per il sì" a Bologna. "Questa idea che bisogna votare 'no', perché la riforma la vuole questo Governo e questa maggioranza, è un'idea di chi ha paura; paura semplicemente di non riuscire la prossima volta a vincere le elezioni e quindi vuole buttarla in politica - ha proseguito -. Io personalmente voto 'sì' perché ho deciso di guardare al testo e non al contesto".
Per Di Pietro, "il testo" "aggiunge qualcosa in più in termini di indipendenza e autonomia, perché mi taglia anche il cordone ombelicale rispetto alle correnti, che prima gestivano tutto ciò che doveva fare, faceva e fa ancora oggi il Consiglio Superiore". "Credo che abbiamo assistito in questi anni più al giudice che si affianca al pm nel cercare chi ha commesso il reato, piuttosto che al giudice che faccia da controllore, che alzi la paletta, quando il pm va fuorigioco", ha aggiunto. "Io riconosco che il giudice, il magistrato nell'applicare la legge deve interpretarla, ma sempre più assisto a una interpretazione creativa - ha sostenuto -. Quindi, sto intravedendo una dittatura della magistratura, che si vuole sovrapporre agli altri poteri dello Stato".









