Una vita passata a far diventare i sogni realtà, trasformando eventi sportivi in spettacoli mozzafiato. Dalle Olimpiadi di Torino 2006 a Rio 2016, da Tokyo 2020 a Parigi 2024, passando per le celebrazioni del Bicentenario del Messico, i Mondiali di calcio in Qatar e l’inaugurazione dello stadio della Juve. Fabrizio Audagnotto è il deus ex machina di kermesse di forte impatto. «Tutto è cominciato proprio dall’esperienza entusiasmante avvenuta nella mia città», confessa. «Iniziai a lavorarci già a fine 2001, occupandomi del passaggio della bandiera olimpica da Salt Lake City al capoluogo piemontese, per poi rimanere nel comitato di Torino 2006 come “ceremonies manager”», aggiunge. Attualmente è executive producer delle cerimonie di chiusura olimpica e di apertura paralimpica dei Giochi Invernali Milano-Cortina 2026 in programma all’Arena di Verona il 22 febbraio e il 6 marzo, prodotte da Filmmaster.

Che ruolo è quello del produttore esecutivo?

«È chi ha la responsabilità di tenere insieme tutti i pezzi del progetto nel rispetto dei tempi, dei livelli artistici e creativi, soprattutto nel rispetto del budget. Quindi è il riferimento per il committente, il cliente e per tutte le persone che stanno realizzando l’evento».