Compare sul terrazzo della sua villa a Lens, piantonata dalla polizia e assediata dalle telecamere. Jacques Moretti è tornato a casa venerdì sera, dopo essere uscito dal carcere di Sion grazie all’ordinanza firmata dal giudice Christian Roten del Tribunale delle misure coercitive e grazie all’amico che ha versato 200mila franchi di cauzione sul conto corrente della Procura. Una decisione che ha suscitato grande indignazione in Italia, tanto che il governo ha deciso di richiamare l’ambasciatore a Berna, Gian Lorenzo Cornado, per consultazioni sui prossimi passi da intraprendere.

Il fatto che l’imprenditore francese, accusato con la moglie Jessica Maric di omicidio, lesioni e incendio colposi, sia tornato libero viene visto come «una grave offesa e una ulteriore ferita inferta alle famiglie delle vittime e di coloro che sono tuttora ricoverati in ospedale», ha dichiarato Palazzo Chigi. Mentre il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, denuncia il rischio di fuga per il titolare de Le Constellation e ha detto più volte che l’inchiesta sul rogo costato la vita a 40 giovani, tra i quali 6 italiani, «fa buchi da tutte le parti». Il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, ha invitato «la politica a non interferire con la giustizia», dicendo che in Svizzera le procedure sono «diverse da quelle italiane». Ma la decisione del Tribunale di rilasciare Moretti, anche se con l’obbligo di firma, preoccupa Roma: Tajani ha sottolineato che l’imprenditore, prima dell’arresto avvenuto il 9 gennaio, aveva cercato di inquinare le prove e di fuggire, «potrebbe rifarlo». All’ambasciatore Cornado è stato chiesto di «prendere contatto con la procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, per rappresentarle la viva indignazione del governo e dell’Italia». L’incontro è stato rifiutato dal magistrato. Da qui la decisione di richiamare il diplomatico. Il ministro degli Esteri ha precisato che l’indignazione italiana non si rivolge al governo svizzero: «Abbiamo parlato a lungo con il ministro Cassis, a cui ho esternato le nostre preoccupazioni». Le critiche sono per le autorità giudiziarie del canton Vallese: Tajani ha chiesto di valutare se sia possibile, «in maniera straordinaria, affidare l’inchiesta alla magistratura di un altro cantone». La Pilloud ha quindi precisato che la scarcerazione di Moretti è stata una decisione del tribunale e non della Procura. E ha poi assicurato di «non volere creare un incidente diplomatico con l’Italia», ma di non essere intenzionata a «cedere ad alcuna pressione».