Dopo le proteste, il governo italiano è passato alle vie di fatto, richiamando l'ambasciatore a Berna per consultazioni sui prossimi passi da intraprendere dopo la scarcerazione di Jacques Moretti.

Una decisione della magistratura svizzera respinta con "indignazione" dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha avvertito del rischio di fuga per il titolare de La Constellation, affermando che l'inchiesta sulla tragedia di Crans-Montana "fa buchi da tutte le parti".

Nel frattempo ci sono state nuove interlocuzioni tra i due esecutivi, ma il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, ha di fatto difeso gli inquirenti, invitando "la politica a non interferire con la giustizia".

La decisione del Tribunale delle misure coercitive di Sion di rilasciare Moretti su cauzione, anche se con l'obbligo di firma, è motivo di preoccupazione per Roma, che preme per un rapido e completo accertamento delle responsabilità riguardo alla terribile notte di Capodanno, costata la vita a 40 persone, quasi tutte giovanissime, inclusi 6 ragazzi italiani. Rimettere in libertà l'imprenditore francese, accusato con la moglie Jessica Maric di omicidio, lesioni e incendio colposi, equivale ad "una grave offesa e una ulteriore ferita inferta alle famiglie delle vittime e di coloro che sono tuttora ricoverati in ospedale", ha denunciato Palazzo Chigi.