Libero. Dopo 13 giorni di custodia cautelare in carcere, Jacques Moretti torna a casa. Il Tribunale cantonale delle misure coercitive del Vallese ha revocato la misura imposta a al gestore del Constellation, indagato insieme alla moglie Jessica per l’incendio di Capodanno, nel quale sono morte 40 persone e altre 116 sono rimaste ferite. Ieri una breve audizione prima della decisione sulla quale il Tribunale si era riservato lo scorso 9 gennaio, dopo la richiesta della procura che, considerando concreto il pericolo di fuga, aveva chiesto il carcere per l’uomo. Mentre per la moglie si era limitata a invocare l’obbligo di firma quotidiano e il divieto di espatrio. Dovrà presentarsi ogni giorno a un posto di polizia per firmare. «Il Tribunale – si legge in una nota – dopo una nuova valutazione del rischio di fuga, è giunto a questa conclusione». Con misure che i giudici hanno ritenuto «adeguate e dissuasive». Ieri un amico del gestore del Constellation, rimasto anonimo, come del resto tutte le persone che abbiano collaborato con lui, i cui nomi non sono stati rivelati neppure durante l’interrogatorio, ha pagato la cauzione di 200mila franchi depositando la somma sul conto della procura. Del resto, la stessa procura non ha mai paventato un rischio di inquinamento probatorio, sebbene Moretti e la moglie, a poche ore dalla tragedia, abbiano cancellato i profili social del locale. Una circostanza che per l’avvocato Romain Jordan, legale di una ventina di famiglie, è da stigmatizzare: «Non commenterò le questioni relative alla custodia cautelare in carcere. Per quanto riguarda le indagini, i miei clienti sottolineano che, ancora una volta, non è stata presa in considerazione la possibilità di collusione e la scomparsa delle prove, un rischio che li preoccupa profondamente». Proprio ieri la procura aveva respinto la richiesta di nomina di un magistrato esterno al Vallese che coordinasse l’indagine.