L'universo della saga di Fallout che molti videogiocatori amano è crudo e violento: in un futuro che non si è mai liberato degli stilemi degli anni Cinquanta la fusione nucleare è usata per ogni cosa, dal tostapane all’automobile. In questo modo atomico, come nel film Fail-Safe, a prova di errore, film di Sidney Lumet del 1967: una testata parte per sbaglio, forse lanciata da una multinazionale suprematista, è l’apocalisse nucleare. Pochi eletti si salvano, in ibernazione nei Vault, rifugi antiatomici strutturati come città. I superstiti si svegliano molti anni dopo il conflitto e, nella Giornata della Rigenerazione escono dal rifugio con il compito di ripopolare il pianeta. Nei videogiochi della serie, il cui l’ultimo, Fallout 76, è un multiplayer online dov’è possibile giocare con altri umani, la parte nel Vault è sempre il tutorial, permette di personalizzare il personaggio e sceglierne le abilità, ma cosa accadrebbe se invece fosse una specie di Grande Fratello con il rifugio antiatomico al posto della Casa? Se lo sono chiesti i creatori di Fallout Shelter, che da vault manager diventerà presto reality tv su Prime Video.
La software house di Fallout, Bethesda Game Studios, già produttrice della serie tv Fallout, sta creando un universo crossmediale, inserendo i personaggi dello show di Prime, Lucy e il Ghoul, con i volti di Ella Purnell e Cooper Howard in tutti i titoli rilasciati. È un vero e proprio universo, unico per coerenza narrativa, grazie al fatto che Jonathan Nolan (fratello di Christopher, impegnato con l’Odissea) che ha confezionato il progetto è appassionato della serie e che Todd Howard, capo dei Bethesda Game Studios, è produttore esecutivo.






