Solo i meno esperti, i complottisti e qualche speranzoso potevano credere che Marina Berlusconi avesse mollato Tajani di cui è invece naturale sostenitrice come leader che ha rilanciato il partito fondato da papà Silvio. E ancora ieri, quando s'è sparsa la notizia che la figlia del Cavaliere incontrava a Milano il presunto successore di Tajani, il vice-segretario forzista e presidente calabrese Roberto Occhiuto, sono suonate le campane a morto: vedete, Antonio è spacciato e arriva finalmente il rinnovamento, la nuova stagione, la grande grandezza giovane e bella! Macchè. E come dice la presunta vittima: «Mi hanno cantato parecchi de profundis, e porta bene». A lui e al partito che Tajani vorrebbe elevare al 20 per cento.
E insomma, l'Occhiuto post-Tajani vede per un'ora e mezza Marina a Milano, perché è in città a presentare il nuovo libro di Claudio Cerasa, e all'uscita si scopre che il post-Tajani è Tajani e il presidente regionale calabrese è diventato (o è sempre stato al netto della recente kermesse di corrente a Palazzo Grazioli) allineato al segretario. «L'ultimo dei miei pensieri - annuncia Occhiuto che in realtà fin dall'inizio aveva frenato le goliardie anti-tajanee, più mediatiche che reali - è dividere Forza Italia. E non sono interessato a guerre da svolgere nei congressi di partito. Tajani ha fatto un lavoro straordinario, ha grande saggezza ed equilibrio e lo aiuterò a fare di Forza Italia un partito del 20 per cento».










