Il predicatore di Torino esulta per Shahin e si lamenta per l’attenzione che il nostro giornale gli sta dedicando. Il profilo Facebook di Brahim Baya è una fonte di notizie, commenti e prese di posizione (spesso discutibili e talvolta grottesche). L’ultima è di ieri pomeriggio. «Un altro pronunciamento. Un altro schiaffo alla repressione. I giudici insistono: Mohamed Shahin non è pericoloso, non ha incitato alla violenza, non deve stare in un Cpr. Lo dicono i tribunali, lo scrivono le sentenze, lo confermano gli atti: le sue parole sul 7 ottobre, considerate nel loro contesto e nella loro interezza, non costituiscono apologia né istigazione. Sono esercizio di pensiero, lettura politica, solidarietà umana». In poche righe una vera e propria dichiarazione su qual è la posizione di Baya. Ma non basta.