«Nel nostro gruppo abbiamo avuto un arresto cardiocircolatorio su oltre 22mila atleti valutati 65mila volte in dieci anni - fa il punto Patrizio Sarto, direttore del centro di Medicina dello sport dell’Usl della Marca - i motivi possono essere diversi, non solo problemi di natura cardiovascolare. E non è sempre detto che si riesca sempre a individuare una causa specifica».
Ovviamente non entra nei dettagli del malore che ha spezzato la vita di Vania Vettorazzo, la 21enne morta martedì dopo essersi sentita male mentre faceva pilates in palestra a Dosson. «Esprimiamo la massima vicinanza alla famiglia. Le portiamo un abbraccio - dice Sarto - sono eventi che quando colpiscono persone che stanno bene rappresentano tragedie sconvolgenti per la famiglia e per tutta la comunità».
L’unica arma possibile è la prevenzione. E a volte purtroppo non basta. I rischi aumentano con l’età. «È importante fare una corretta valutazione clinica - sottolinea lo specialista - e che con l’avanzare dell’età non vengano sottovalutate situazioni riguardanti pressione, colesterolo alterato e così via».
Nello screening medico-sportivo dei giovani, inoltre, è fondamentale il coinvolgimento della famiglia. «A volte non si comprende che la storia familiare è indispensabile per poter evidenziare l’eventuale presenza di malattie a carattere genetico», ricorda Sarto.






