Non aspettiamo. Puntiamo sempre di più sulla prevenzione per proteggere il cuore dall’infarto, anche se non abbiamo mai avuto problemi. Un attacco cardiaco su due tra i 600 che si verificano ogni anno in Italia interessa persone “senza evento”, che non hanno avuto episodi cardiovascolari precedenti.
Per proteggerli bisogna passare dalla prevenzione secondaria, quella che si concentra a proteggere chi ha già avuto un infarto o un ictus, alla primaria. A dirlo, segnalando come sia fondamentale ottimizzare il controllo lipidico portando il colesterolo “cattivo” ai valori desiderati anche in questa categoria di pazienti, sono gli esperti della Società Italiana di Cardiologia (SIC) riuniti a Roma per il congresso nazionale.
Ecco i geni del colesterolo che aumentano il rischio infarto
Un nuovo paradigma
Pasquale Perrone Filardi, Presidente della SIC, non ha dubbi: bisogna impedire i primi infarti trattando la malattia aterosclerotica sin da subito con le terapie migliori. “La sfida per il futuro, sulla base degli studi attualmente in corso e delle nuove Linee Guida europee sulle dislipidemie, è curare la progressione della malattia aterosclerotica, stabilizzando le placche, per impedire i primi infarti – ricorda l’esperto”.






