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Ultimo aggiornamento: 18:35

Dimenticate i ciliegi in fiore, le sale da tè e quel minimalismo spirituale che tanto eccita i radical chic dell’Occidente, sempre pronti a scambiare il vuoto pneumatico per illuminazione zen. Dimenticate soprattutto l’altro Murakami, quello “buono”, che vi culla con gatti smarriti e malinconie jazz. Se cercate conforto, citofonate altrove. Qui siamo a Shinjuku, nel ventricolo sinistro del cuore nero di Tokyo, e l’unica musica che sentirete è il il rumore sordo dei corpi che si sfaldano.

Atmosphere Libri riporta finalmente in libreria Tokyo Soup (In the Miso Soup). Lo fa affidandosi alla cura chirurgica di Gianluca Coci, capace di restituire intatto il fetore metallico e la ferocia di Murakami Ryū.

La trama è un proiettile già in canna: Kenji è un giovane che sbarca il lunario facendo da guida ai turisti del sesso. Viene ingaggiato da Frank, un americano con la faccia di plastica e un corpo che sembra un ammasso di argilla mal modellata. Ma Frank non è un turista. Frank è un’entità, il Male puro che trasuda inquietudine da ogni poro mentre si muove tra i locali a luci rosse di Kabukicho, lasciandosi alle spalle una scia di sangue che neanche la pioggia acida di Tokyo può lavare via.