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Ultimo aggiornamento: 18:27

Non si era ancora spenta l’eco delle critiche sollevate dei entri antiviolenza, giornaliste e attiviste all’articolo pubblicato su la Repubblica sul femminicidio di Federica Torzullo, che Ignoto X, il programma condotto da Pino Rinaldi su La7, nella puntata del 21 gennaio ha sfornato un’altra “perla”: l’intervista a un uomo che nel 2001 ha ucciso la moglie appena diciannovenne, strangolandola.

L’uomo intervistato ha potuto motivare il proprio crimine senza che il conduttore sollevasse alcuna obiezione, ricorrendo a contenuti perfettamente coerenti con quel codice d’onore patriarcale che attribuiva al marito il cosiddetto “diritto di correzione” della moglie, punendo tutt’al più gli eccessi di una violenza considerata legittima. In quell’intervista c’erano: empatia per l’autore del femminicidio, vittimizzazione secondaria, distorsione della narrazione sulla violenza maschile contro le donne.

Il Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna, in un comunicato stampa, ha espresso forti critiche alla scelta della trasmissione Ignoto X e del suo conduttore di dare spazio alla testimonianza di un uomo che, dopo aver scontato la pena per l’assassinio della moglie, è stato nuovamente arrestato, nel 2019, per stalking e minacce di morte nei confronti di un’altra donna. Se questo viene presentato come un esempio di presa di coscienza da parte di un uomo autore di crimini contro le donne, allora significa che i percorsi per autori di violenza sono palesemente fallimentari.