Nel mondo dell’auto ci sono i motori. E i motori leggendari. Altra razza. Altro pianeta. Quelli che, a sentirli nominare, evocano non solo cilindri e pistoni, ma un'intera epoca di sfarzo e follia, di sogni americani.

Siamo alla fine degli anni Venti: Wall Street che crolla come un castello di carte, la Grande Depressione che inghiotte posti di lavoro e speranze, e in mezzo a tutto questo, la Cadillac che tira fuori dal cappello un mostro a sedici cilindri. Un V16 non un motore qualunque, ma una sinfonia meccanica da 7,4 litri, capace di erogare 165 cavalli (o 185, a seconda di chi racconta la storia, perché in quelle faccende lì, un po' di esagerazione non guasta mai).

E oggi, quasi un secolo dopo, la Brooklin Models ci regala una riproduzione in scala 1:8, in metallo bianco, pesante come un peccato mortale – 2,2 chili! – con tanto di vetrina in Perspex per esporlo come un trofeo.

Cinquanta esemplari numerati, certificato firmato, pre-ordini sul sito. Costa 580 euro e rotti, ma che volete, il lusso non ha prezzo, o meglio, ce l'ha eccome, ma è sempre sproporzionato al buon senso.

Ricordo di aver letto da qualche parte che i motori sono lo specchio dell'anima di un popolo. Se è così, questo V16 Cadillac Serie 452 è l'anima dell'America pre-crisi: audace, esagerata, un po' cafona nel suo splendore.