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A Davos gli Usa mostrano ottimismo sui negoziati tra Russia e Ucraina, mentre resta aperta la partita sulla Groenlandia. Danimarca e NATO ribadiscono: sicurezza sì, sovranità no
Dal Forum economico mondiale di Davos arrivano segnali contrastanti sui grandi dossier geopolitici. L’inviato speciale Usa Steve Witkoff parla di “progressi significativi” nei colloqui tra Russia e Ucraina e si dice fiducioso di poter arrivare alla fine della guerra, alla vigilia di un incontro a Mosca con Vladimir Putin. In parallelo, tiene banco la Groenlandia: la premier danese Mette Frederiksen apre al dialogo con gli alleati sull’Artico, ma esclude qualsiasi negoziato sulla sovranità.
Il quadro normativo sulla Groenlandia discusso ieri dal presidente Trump e dal segretario generale della Nato Marc Rutte non include il trasferimento della sovranità complessiva sulla Groenlandia dalla Danimarca agli Stati Uniti. Lo scrive Axios che cita due fonti informate. Il piano, scrive il media americano, include l'aggiornamento dell"Accordo di difesa della Groenlandia del 1951 tra Usa e Danimarca, che consentiva agli Stati Uniti di costruire basi militari sull'isola e di istituire "aree di difesa" se la Nato lo ritenesse necessario. Include anche sezioni sul rafforzamento della sicurezza in Groenlandia e sull'attività della Nato nell'Artico, nonché ulteriori lavori sulle materie prime. La proposta poi include anche disposizioni sul posizionamento del Golden Dome, il sistema di difesa antimissile Usa, in Groenlandia e sul contrasto alle "influenza esterne maligne" di Russia e Cina.






