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Ipotesi di colloquio Trump-von der Leyen a Davos. Merz spinge per la linea morbida, Parigi insiste sulla fermezza. Ungheria pronta a sfilarsi da una dichiarazione congiunta
Per ridimensionare le bordate d'Oltreoceano non è bastata la standing ovation che il Parlamento europeo ieri a Strasburgo ha riservato a Roberta Metsola. Quando la presidente dell'Eurocamera ha dichiarato che l'Ue sta con la Danimarca e con la Groenlandia "in maniera unita e determinata", ribadendo che l'isola non è in vendita e che nessuna minaccia di dazi può cambiare il fatto che la sovranità dev'essere rispettata, c'è stato l'applauso dei deputati; in futuro potrebbero essere chiamati a esprimersi sull'opzione del "bazooka economico" per placare Trump. Ma lo Strumento Anti-Coercizione pensato tre anni fa per fronteggiare la competizione con la Cina, e che oggi Macron vorrebbe applicare agli Usa imponendo all'America restrizioni sull'import/export di beni e servizi, limitazioni agli investimenti e ai diritti di proprietà intellettuale e all'accesso ad appalti Ue, al momento resta solo un'ipotesi. Come indicato dal cancelliere tedesco Merz, si deve evitare qualsiasi escalation sulle tariffe commerciali, aggiungendo che gli Stati Uniti sanno che l'Ue ha gli strumenti per reagire.






