“Sono stato io l’ideatore e il regista dell’operazione Immoberdan di Japigia fin dal 2008”. Giacomo Olivieri è tornato dopo mesi a Bari per spiegare in tribunale che il compenso da 2,7 milioni che gli ha pagato la società del costruttore Nicola Nitti era più che guadagnato. E che le somme versate dalla Immoberdan tra il 2013 e il 2015 erano dovute in virtù di un contratto firmato nel 2010, al quale aveva dato seguito con anni di lavoro. Erano la giusta ricompensa per una prestazione professionale svolta, ha detto in aula Olivieri, definendosi «avvocato d’impresa» e augurandosi «di poter tornare presto a fare il mio lavoro».
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18 Gennaio 2026
Possibilità per ora lontana, considerato che l’ex consigliere regionale è stato condannato a nove anni per voto di scambio politico-mafioso e si trova agli arresti domiciliari a Parabita in Salento. Su di lui pende un altro processo per autoriciclaggio e quello per bancarotta nell’ambito della vicenda Immoberdan, relativa al crac del Gruppo Nitti. Il costruttore, che era coimputato, ha patteggiato due anni di pena nel 2024, mentre Olivieri (affiancato dagli avvocati Gaetano e Luca Castellaneta) sta affrontando il rito ordinario, nell’ambito del quale ieri è comparso davanti ai giudici per spiegare le sue ragioni.






