BADIA POLESINE - Era accusato di avere emesso fatture inesistenti nei confronti di alcune imprese tramite due sue aziende, che avrebbero consentito alle prime di evadere il Fisco sia sul fronte delle dichiarazioni dei redditi, che del pagamento dell’Iva.

Si trattava, facendo le somme, di 601mila euro di fatturazioni cui si aggiungevano 132mila euro di Iva.

Nel processo di primo grado, invece, Massimo Guizzardi, 45enne veronese, è stato assolto dal tribunale davanti al quale è comparso dopo che l’anno scorso era stato rinviato a giudizio, difeso dall’avvocato Marco Petternella di Rovigo. Il veronese, all’epoca dei fatti, era titolare di due società che avevano sede a Castagnaro, in provincia di Verona, e a Badia Polesine. La prima era cessata nel 2014, mentre la seconda era stata attiva per breve tempo, dalla primavera 2016 alla fine del 2017.

Secondo le indagini della Guardia di Finanza della Tenenza di Lendinara, queste ditte erano state impegnate nel campo dei servizi per altre imprese ed emettendo fatture ritenute false, avrebbero permesso a ulteriori società di evadere l’imposta sui redditi e sul valore aggiunto, l’Iva appunto, per le cifre dette più sopra.

Nel dettaglio, la Finanza lendinarese, che aveva svolto un’inchiesta su diverse attività che avrebbero frodato il Fisco nella zona, aveva contestato all’imprenditore veronese otto fatture per quasi 43mila euro e oltre 9mila di Iva nel 2014, dodici fatture per 87mila euro (e 19mila di Iva) nel 2015, venti fatture per 226mila euro (49mila di Iva) l’anno successivo, quindi24 fatture per 1490mila euro (33mila di Iva) nel 2017 e nel 2018 altre 18 fatture per quasi 96mila euro (21mila di Iva). Il tutto avvenuto a Badia dal settembre 2014 allo stesso mese del 2018.