ROVIGO - Un imprenditore 52enne di Rovigo, titolare di una ditta individuale, è stato condannato ieri in tribunale dal giudice per aver orchestrato una vasta truffa sui cosiddetti "bonus edilizi", in particolare il “Bonus 110%” e il “Bonus facciate”, attraverso la cessione di crediti d'imposta per lavori mai eseguiti. Il tribunale, come si legge nel dispositivo della sentenza, ha inflitto la pena di 2 anni, 2 mesi e 20 giorni di reclusione, oltre al pagamento di una multa pari a 6660 euro.
Superbonus 110, controlli sui ricavi delle imprese di costruzioni
I reati contestati e per i quali è intervenuta la condanna sono quelli di truffa e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, configurati in forma continuata.
Secondo l'accusa, l’uomo, agendo in qualità di titolare di una ditta individuale, avrebbe creato crediti d'imposta fittizi.
Il 31 luglio 2021 ha inserito nella piattaforma “Gestione crediti” dell’Agenzia dell’Entrate dichiarazioni attestanti lavori che in realtà non erano mai stati eseguiti, per un valore complessivo di 900 mila euro. Tutti interventi, secondo la sua dichiarazione, per il recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, rischio sismico, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica, al fine di usufruire delle agevolazioni statali del “Bonus 110%” e del “Bonus facciate”.






