Cento anni di storia “gloriosa”, che hanno visto transitare per le aule veneziane tanti grandi nomi dell’architettura: da Le Corbusier a Frank Lloyd Wright, da Carlo Scarpa a Vittorio Gregotti, da Aldo Rossi a Tadao Ando. E ora l’ambizione di continuare quella tradizione, con l’ennesima trasformazione del vecchio Istituto universitario di architettura di Venezia, oggi Università Iuav di Venezia, che dagli studi del progetto punta ad allargare i suoi orizzonti all’economia del mare, la cosiddetta blue economy, immaginata come futuro possibile anche per una Venezia finalmente liberata dalla monocultura turistica. Sarà un centenario carico di significati, quello che Iuav si prepara a festeggiare con un anno intero di iniziative. Ieri la presentazione alla stampa dello spirito e del programma “Radici, progetto, futuro”, dove accanto a mostre e conferenze, ci saranno anche momenti di festa e di apertura alla città. «L’occasione per noi, non tanto di glorificare il passato, che è glorioso, ma di fare il punto sul presente per quel che può accadere nel futuro» ha sintetizzato il rettore, Benno Albrecht. Al suo fianco il responsabile del progetto per il centenario, Alberto Bassi, e quello della nuova grafica studiata per l’occasione, Gianni Sinni.
Iuav compie 100 anni, l'università di architettura celebra il secolo tra radici e futuro: «Dalla blue economy ai progetti di ricostruzione, ecco cosa ci aspetta»
Cento anni di storia “gloriosa”, che hanno visto transitare per le aule veneziane tanti grandi nomi dell’architettura: da Le Corbusier a Frank Lloyd Wright, da Carlo Scarpa a...






