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21 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 20:35

L’Italia non può aderire al Board of Peace per Gaza, cioè l’organizzazione internazionale a guida statunitense – di fatto alternativa all’Onu – istituita dal presidente degli Stati Uniti con l’obiettivo di ricostruire la Striscia di Gaza. Almeno per ora. Giorgia Meloni l’ha ufficializzato durante la puntata per i 30 anni di Porta a porta su Rai 1, confermando i dubbi emersi nelle scorse ore. “C’è per noi un problema costituzionale di compatibilità perché dalla lettura dello statuto è emerso che ci sono alcuni elementi di incompatibilità con la nostra Costituzione. Questo non ci consente di firmare sicuramente domani. Ci serve più tempo, c’è un lavoro che va fatto, ma la mia posizione rimane di apertura“. Il nodo è “soprattutto in rapporto all’articolo 11″ della Costituzione“, ha spiegato la premier, “quello per cui noi possiamo cedere pezzi della nostra sovranità in condizioni di parità tra gli Stati. E questo può essere incompatibile con alcuni articoli dello statuto”.

Quanto alla presenza di Vladimir Putin nell’organismo, Meloni l’ha definita una “questione politica”, ricordando però che il multilateralismo implica il confronto anche con interlocutori distanti. “La Russia siede alle Nazioni Unite, nel Consiglio di sicurezza e al G20. In qualsiasi organismo multilaterale ci si siede al tavolo con persone che sono distanti da noi. Il sistema multilaterale nasce per questo. La questione si può valutare politicamente, ma non è niente di nuovo e niente di strano”.