Roma, 21 gen. (askanews) – L’Italia è “interessata” a partecipare al “Board of peace” per Gaza lanciato da Donald Trump ma per l’eventuale firma serve tempo, dato che alcuni articoli dello statuto dell’organismo potrebbero essere incompatibili con l’articolo 11 della Costituzione. Lo ha detto a “Porta a porta” la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che dunque non sarà domani mattina a Davos alla cerimonia organizzata dal presidente Usa per il ‘lancio’ del Board.
“La posizione dell’Italia è una posizione di apertura” ma “c’è un problema costituzionale” che “non ci consente di firmare domani. Ci serve più tempo”. In particolare, ha precisato, c’è un problema con l’articolo 11 della Costituzione “per cui noi possiamo cedere pezzi della nostra sovranità in condizioni di parità tra gli Stati e questo può essere incompatibile con alcuni articoli dello statuto”. Però, ha ribadito, “noi siamo aperti, disponibili e interessati”. Anzi, secondo la premier “non considererei una scelta intelligente da parte dell’Italia, ma secondo me anche da parte dell’Europa, quella di auto-escludersi da un organismo che comunque è interessante”. Né, secondo lei, sono fondate le critiche dovute al fatto che nell’organismo è stato invitato anche Vladimir Putin. “In qualsiasi organismo multilaterale, multipolare, ci si siede al tavolo con persone che sono distanti da noi: la Russia siede nelle Nazioni unite, nel consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, al G20. In qualsiasi organismo nel quale ci si siede, ci si siede con qualcuno che è distante. Il sistema multilaterale nasce per quello. Quindi la questione si può valutare politicamente ma non è niente di nuovo, niente di strano”.














