Per un'eventuale adesione dell'Italia al Board of Peace per Gaza "serve più tempo". Ne è convinta Giorgia Meloni. Ospite del salotto di Bruno Vespa, la presidente del Consiglio chiarisce che "la posizione dell'Italia è una posizione d'apertura", ma "c'è per noi un problema costituzionale di compatibilità, perché dalla lettura dello Statuto è emerso che ci sono alcuni elementi che sono incompatibili con la nostra Costituzione e questo non ci consente di firmare sicuramente domani". Una giornata cruciale. Salvo colpi di scena, la premier non sarà a Davos, in Svizzera, al World economic forum. Mentre volerà di sicuro a Bruxelles per il vertice Ue informale straordinario convocato per affrontare dossier caldi come minaccia di dazi partita da Donald Trump verso alcuni Paesi europei con al centro la questione della Groenlandia. Che, secondo l'inquilina di Palazzo Chigi, "è una materia che va trattata nell'ambito" Nato. E proprio su questo punto evidenzia "un'assenza di comunicazione che bisogna ripristinare" fra le due sponde dell'Atlantico, tra Ue e Usa. In ogni caso, tornando all'organismo ideato da Trump per il futuro di Gaza, Meloni sostiene che non c'è il rischio di fare un Onu privato, visto che le "Nazioni Unite sono un organismo troppo consolidato". E nel contempo, alla domanda se possa sedere anche Vladimir Putin, mette a verbale: "In qualsiasi organismo multilaterale, multipolare ci si siede al tavolo con persone che sono distanti da noi".
Porta a Porta, Meloni e il nodo sul Board per la Pace: "Problemi di costituzionalità. Aperti, ma serve tempo"
Per un'eventuale adesione dell'Italia al Board of Peace per Gaza "serve più tempo". Ne è convinta Giorgia Meloni. Ospi...










