Tutto inizia con la gravidanza. Se le gestanti sono in chiaro sovrappeso i batteri nelle feci del neonato che verrà sono qualitativamente diversi rispetto a quelli della madre che ha controllato il peso durante la dolce attesa, con il piccolo che in questo secondo caso avrà una popolazione batterica “migliore”. Poi arriva il parto. E per il microbiota del neonato la via naturale è ottimale in termini di “costruzione” per qualità e diversità della popolazione microbica che abiterà l’intestino. Ancora: quando il piccolo inizia a nutrirsi, l’allattamento materno rappresenta la via preferibile in termini di costituzione del microbiota. A questo puzzle di conoscenza sull’importanza dei “primi mille giorni”, dal concepimento ai due anni di vita del bebè, per la popolazione batterica, si aggiunge però ora un altro importante tassello.
La longevità inizia dal piatto: come ciò che mangiamo può influenzare il microbioma
15 Dicembre 2025
Una ricerca italiana mostra infatti che anche la scuola dell’infanzia, primo “contesto sociale” dei piccoli, diventa un luogo in cui si miscela il microbiota e porta ad assemblare l’ecosistema complesso che poi traccerà l’impronta per l’intera esistenza della persona. Lo studio è stato condotto da esperti del Dipartimento di Biologia cellulare, computazione e integrata (Cibio) dell’Università di Trento ed è stato pubblicato su Nature.






