Tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni ci sono stati contatti e si è rilevata "massima consonanza" di vedute sul tema del Board of Peace.
Lo si è appreso in ambienti parlamentari. La decisione del governo sulla partecipazione dell'Italia è attesa nelle prossime ore ma già esponenti della maggioranza hanno manifestato le loro perplessità all'entrata dell'Italia nel Board ideato dal presidente americano Donald Trump.
I leader di Pd, M5s e Avs si schierano e chiedono che l'Italia dica no al presidente Usa. No a "all'Onu a pagamento", ha detto, tra l'altro, la leader del Pd Elly Schlein. "Non ci sono le condizioni", ha sottolineato anche il leader M5s Giuseppe Conte. Sulla stessa linea Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.
"L'Italia può partecipare - ha osservato Schlein - a questo tentativo di smantellare le sedi multilaterali che sono quelle del dialogo tra popoli e stati dove prevale il dialogo e non l'uso della forza: Trump vorrebbe con questa proposta smantellare definitivamente le nazioni unite e creare una Onu alternativa a pagamento. Per costruire la pace serve il pieno coinvolgimento del popolo palestinese, questo è imprescindibile".
"Auspichiamo - ha detto Conte - che l'Italia non entri: non ci sono le condizioni per pensare che quello sia un organismo che assicuri il rispetto dei principi, delle regole conformi al diritto internazionle, non possiamo lasciare che quel board sia deciso da qualcuno e gli atri partecipino in un contesto in cui non c'è chiarezza".












