Via nell'aula del Senato alla discussione generale sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo, che ieri sono state depositate a palazzo Madama in forma scritta. Il primo a prendere la parola è stato il senatore a vita Mario Monti. Seduti sugli scranni del governo, accanto alla premier Meloni, i suoi ministri.
«È il tempo di ragionare insieme. Lo scenario è complesso», dice la premier, parlando della situazione del conflitto tra Iran e Israele. «Il presidente americano Trump aveva annunciato» dopo gli attacchi dell'Iran sulle basi statunitensi «una tregua unilaterale che tutti quanti avevamo accolto con ottimismo. Lo scenario di questa mattina andava nella direzione che auspicavamo. Ora la situazione si è complicata. Israele potrebbe rispondere alla violazione della tregua» di Teheran «con una risposta, si spera, misurata», spiega la premier. «Siamo ancora fiduciosi che si possa andare avanti con una tregua e che si possa tornare alle negoziazioni».
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NICCOLO' CARRATELLI
«Sul tema del riarmo – aggiunge Meloni – si diceva che è stato alla base dell'inizio della guerra, io su questo la penso come i romani “si vis pacem, para bellum”. Quando ti doti di una difesa non lo fai perché vuoi attaccare qualcuno, noi sappiamo che la pace è deterrenza, lo condividiamo. Anzi, piuttosto se si hanno dei sistemi di sicurezza e di difesa solidi si possono più facilmente evitare dei conflitti».












