ROMA. «Non c’è un governo complice di decisioni altrui. Uno dei tornanti più complessi della storia recente, e preferiremmo non doverlo affrontare a soli. Preferiremmo compattarci attorno alla difesa degli interessi nazionali». La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha esordito così al Senato nelle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Al suo arrivo la premier è stata accolta dal presidente di Palazzo Madama, Ignazio La Russa.
«Una delle crisi più complesse degli ultimi decenni, serve serietà»
Meloni ha spiegato: voglio «relazionare al Parlamento e relazionarmi con le forze politiche su come affrontare la crisi in Medio Oriente, una crisi tra le più complesse degli ultimi decenni che impone di agire con serietà».
«Il governo non è complice di decisioni altrui. Né è colpevole delle conseguenze economiche della crisi»
Per la premier, «qui non c'è un governo complice di decisioni altrui, né tantomeno isolato in Europa, né colpevole di conseguenze economiche che la crisi può avere su cittadini e imprese. Tutte cose che ho sentito dire in questi giorni e che non fanno giustizia dell'impegno portato avanti in questo delicato quadrante della geopolitica e che abbiamo intensificato in questi giorni». «Siamo determinati a mantenere un raccordo» con i partner europei, ha detto, «per non risparmiare alcuno sforzo e riportare stabilità nell'area». Meloni ha parlato anche di un "piano" per valutare i margini «di un ritorno della diplomazia» che però è «impossibile finché l'Iran continua gli attacchi».












