Un intero ecosistema in una capsula cubica di sei centimetri di lato. Pronta a essere lanciata nello spazio. Per imparare di più sulla Terra, destinata a sopportare condizioni estreme, dovute alla crisi climatica. Ma anche per studiare come generare cibo e ossigeno per gli astronauti del futuro, impegnati in lunghe missioni lontano dal nostro Pianeta. È il traguardo raggiunto da un team dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, coordinato da Donato Romano. Lo studio, appena pubblicato su Acta Astronautica, rivista ufficiale della International Academy of Astronautics, rivendica che il prototipo costruito a Pisa è “il più piccolo sistema biorigenerativo mai realizzato per lo spazio”.

L’ESPERIMENTO

Ravanelli e ortaggi si coltivano a 400 km di altezza

di Paola Arosio

“Ma questo non è l’unico primato”, spiega il professor Romano. “Quando sarà in orbita, il nostro esperimento sarà il primo a monitorare in tempo reale l’effetto delle radiazioni cosmiche sugli organismi viventi”. All’ecosistema miniaturizzato sarà infatti accoppiato, grazie alla collaborazione con Adriano Di Giovanni, astrofisico al Gran Sasso Science Institute dell’Aquila, un sistema di monitoraggio delle particelle che arrivano dallo spazio. “Misurando i parametri vitali delle specie vegetali e animali contenuti nella capsula, potremo capire quali effetti hanno su di loro tali particelle”.