Si studiano razzi, lander, propulsori e tute spaziali. Ma per andare sulla Luna o su Marte ci manca ancora un dettaglio: cosa mangiare. E’ impensabile infatti restare per tempi lunghi e portare tutto il cibo da Terra. Come nel film The Martian, l’unica soluzione è imparare a coltivare piante commestibili sul suolo extraterrestre.
A Houston, nel centro spaziale della Nasa, sono conservati alcuni campioni di polvere lunare portati dagli astronauti della missione Apollo. La vicina università del Texas ha studiato la sua composizione e l’ha replicata per farvi crescere delle piante di ceci. Arrivare fino alla maturazione dei frutti e al raccolto non è stata però un’impresa priva di ostacoli.
Il suolo lunare (o regolite) infatti contiene metalli tossici come alluminio, zinco e rame ed è poco permeabile all’acqua. Vi si trovano minerali nutrienti come fosforo, potassio e calcio, ma in una forma chimica che le radici non riescono ad assorbire facilmente. In un esperimento del passato con una specie non alimentare, l’arabidopsis, i semi erano riusciti a germinare, ma le piante erano cresciute assai stentate. Eppure una serra spaziale rigogliosa regalerebbe agli astronauti anche ossigeno, un’altra necessità per la vita assai scarsa nello spazio.






