Il 23 giugno, per la prima volta nella storia italiana ed europea, sette satelliti appartenenti a una stessa costellazione istituzionale, Iride, sono stati lanciati insieme. Insieme c'era Mission Possible, il primo passo verso una capsula cargo riutilizzabile europea. E che è l'altro primato di questa missione,
Ma andiamo con ordine. I sette apparati Heo - acronimo di Hawk for Earth Observation, piattaforma realizzata dalla società aerospaziale italiana Argotec – si sono staccati dalla rampa alle 23:19, grazie a un vettore Falcon 9 di SpaceX, nella missione Transporter-14.
Il Mission Control Center e il ceo di Argotec, David Avino, celebrano l'acquisizione del segnale
Poche ore dopo il lancio, l’italiana Leaf Space ha agganciato una parte degli apparati in orbita (a soli 15 minuti dal deployment), mentre il Mission Control Center di Argotec, a Torino, ha acquisito il segnale di tutti gli altri, confermando, de facto, il primo passo verso il pieno dispiegamento del sistema, il più ambizioso dello spazio italiano, finanziato per oltre un miliardo di euro con risorse del Pnrr affiancate da fondi nazionali.
Successi di Iride a parte – se ne scriverà nelle righe seguenti -, il fulcro della missione Transporter-14 era il dimostratore “Mission Possible”, che promette di diventare una pietra miliare per la prima capsula spaziale riutilizzabile europea.










