Iride ora è davvero una costellazione. Il Falcon 9 di SpaceX decollato quando in Italia erano le 23:18 del 23 giugno, dalla base californiana di Vandenberg, ha consegnato in orbita sette satelliti italiani costruiti da Argotec, una flotta Made in Italy finanziata con fondi del Pnrr, per l'osservazione della Terra. A circa tre ore dal lancio è stato acquisito il segnale che ha confermato il corretto funzionamento dei satelliti, posizionati a 560 chilometri di altezza, operazione seguita dal Mission control center di Argotec, comunica l'azienda.
Si tratta del primo gruppo di satelliti, assieme a un precursore lanciato a gennaio, di quella che viene definita una "costellazione di costellazioni", dedicata in particolare al monitoraggio del territorio nazionale con sensori diversi per il controllo del suolo, dell'ambiente, del mare e dare supporto ai servizi di sicurezza ed emergenza. Le sue dimensioni, fino a 60 satelliti, la pongono tra le prime infrastrutture spaziali istituzionali, soprattutto a livello europeo.
La prima immagine scattata dal satellite precursore della costellazione Iride lanciato a gennaio - Credits: Iride
Il suolo ad alta risoluzione
I satelliti di Argotec si basano su una piattaforma Heo (Hawk for Earth Observation), concepita in maniera da ospitare strumenti differenti a seconda del committente. Si tratta di "microsatelliti", pesanti appena 65 chili e delle dimensioni di una lavastoviglie, ospitano come payload un telescopio che sarà puntato verso la Terra per scattare immagini a una risoluzione di meno di tre metri per pixel. Alta ma non altissima, dato che i più avanzati arrivano a 30 centimetri per pixel, ma comunque superiore a quelle disponibili al momento per il monitoraggio sulla nostra Penisola. Sono sensori ottici multispettrali, che raccolgono luce visibile, come quelle inviate dal primo satellite lanciato, sempre un Hawk di Argotec, come precursore, il 14 gennaio 2025, ma anche nel vicino infrarosso.







