MESTRE (VENEZIA) - «Non c'è nessun video, non è stato registrato nulla». Lady Bruneth è stata perentoria, almeno su questo fronte. Per tutto il resto, invece, la versione della transessuale spagnola è cambiata ancora: lunedì, durante il suo colloquio in caserma, la prostituta chiamata in causa da Riccardo Salvagno si è preoccupata di aggiustare le dichiarazioni rilasciate alla stampa nei giorni precedenti, ritoccando il suo rapporto con il 40enne accusato dell'omicidio del barman Sergiu Tarna. Se in precedenza aveva parlato di tre diversi incontri - un primo appuntamento, poi quello del 22 dicembre di cui ha riferito il vigile arrestato, infine un terzo alla vigilia di Natale, quando l'agente della Locale l'avrebbe minacciata di morte, proprio perché convinto di essere stato filmato assieme a lei; la escort, davanti ai carabinieri, ha confermato solo gli ultimi due episodi, ma ha anche fornito dettagli in più su quella giornata fatidica - e di giornata si può davvero parlare, visto che la trans e Salvagno avrebbero passato assieme ore e ore, sempre chiusi in quell'appartamento di Marghera dove lei riceveva i suoi clienti nel corso del suo soggiorno veneziano.
Riccardo Salvagno, la verità di Lady Bruneth e l'interrogatorio durato un'ora: «Io, il vigile e quel video che non ho». Ecco cos'ha detto su quella notte






